martedì 26 luglio 2016

La percezione del colore: una facoltà dell’anima

La percezione del colore: una facoltà dell’anima


L’occhio umano riconosce i colori e le sfumature, in una gamma vastissima di tonalità. Ma c’è anche una relazione differente di avvicinamento e dialogo diretto che l’uomo attua nei confronti del colore, ossia la relazione percettiva che va oltre la capacità di cogliere solo con lo sguardo e la visione le differenti tinte.
Questa è una facoltà, secondo la filosofia mistica indiana, dell’anima che di sicuro non si ferma al sostrato dell’apparenza,ma scava nella profondità simbolica delle cose che ci circondano.
La simbologia dei colori ha radici molto antiche. I colori primordiali, legati allo svolgimento naturale del giorno e della notte, erano il giallo e il blu scuro. Il giallo era il colore legato alle attività umane, svolte durante il giorno, mentre il blu era il colore dell’immobilità durante il riposo notturno. In entrambi i casi si possono definire colori eteronomi perché dispongono della volontà umana.
I primitivi, invece, attribuivano alle due attività di difesa e attacco rispettivamente il colore verde e rosso. Poiché questi due colori sono legati alla volontà del primitivo di svolgere tali azioni, si possono definire autonomi.
I colori hanno avuto in tutte le culture dei significati che appartenevano al mondo trascendentale e che spesso si sono tramandati non perdendo mai la loro valenza mistico-religiosa.
Nell’arte antica e moderna il colore si abbinava fedelmente alle cose che gli artisti rappresentavano (per esempio l’incarnato della pelle veniva espresso dal colore rosa pallido, fedele alla visione reale della pelle umana), ma come in tutte le evoluzioni, col passaggio dall’arte moderna a quella contemporanea il colore subisce quasi un’involuzione, tornando al contatto percettivo col pubblico che lo vede solo come la presentazione del colore stesso. Pur senza rappresentare una forma concreta, il colore proprio per l’autopresentazione che fa di se stesso, torna a incarnare il significato simbolico che attraverso la cultura ogni individuo gli attribuisce, in un continuum spazio temporale che riabilita l’antichità nelle concezioni basilari, legando i colori all’essenza naturale e alla capacità dell’anima di saper leggere le cose per quello che sono e non per ciò che rappresentano.




















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Biografia

Chiara Taormina nasce a Palermo nel 1973 dove vive e lavora. 2013 Cammy e il tempio del sole (Edizioni Il Ciliegio) 2014 Zeus e la ...